Ritrovare Se Stessi

Ritrovare Se Stessi

Ritrovare Se Stessi: Il mito della ricerca interiore.

Ritrovare Se Stessi o Accorgersi di Essere già lì? Cercarsi può trasformarsi in una fuga pericolosa dalla propria realtà.

Darsi all’Orientalismo,  applicarsi in tecniche tortuose o incomprensibili,  avere vere e proprie manie esoteriche, per trovare se stessi è inutile e spesso cagionevole. L’idea di doversi migliorare, di prepararsi alla vita conduce solo a vivere male il presente. Perché esiste solo “ora” . Ora in costante divenire, quello che possiamo chiamare “Senzatempo”.

Immagina una persona che non ricorda più la strada di casa sua. Così, con grande impegno, cerca di sapere dov’è e di raggiungerla. Si affanna sulla mappa, gira per le strade della città, chiede alle persone: tutto gli indica che egli si trova già lì, ma non ne vuol sapere e, continuando a cercare, finisce per perdersi. Perché fa così? È semplice: questa persona non sta cercando Casa Sua, ma l’idea che se ne è fatta, e così, anche quando la trova, non la riconosce, poiché la realtà non combacia col modello mentale prefabbricato.

Lo stesso paradosso avviene per molti di noi che si mettono “alla ricerca di se stessi”, un percorso la cui insidia forse più grande è proprio quella di non accorgersi di essere già lì, di essere già noi.

Ci sono sempre più persone, infatti, che desiderano uscire dalle vite “meccaniche” cui li spinge la produttività sociale, e iniziano percorsi esistenziali che li portino alla conoscenza di sé e alla libertà interiore.

L’intenzione è sicuramente positiva e  le capacità psichiche spesso non mancano, però, in troppi casi oggi questa “ricerca di sé” diventa un’arma a doppio taglio, che blocca il dinamismo vitale e rovina esistenze.

A un certo punto s’innesca uno strano circolo improduttivo per cui la persona non beneficia delle tecniche o delle filosofie acquisite, anzi continua a stare male, ma non riesce più a farne a meno.

Diventa dipendente dalla “Ricerca di Sé”, senza che questa tocchi minimamente la sua realtà quotidiana, col risultato di … vivere per prepararsi a vivere, mentre gli anni passano.

 

Ecco Quali Sono Le Vittime Di Questo Sistema:

Sono persone introspettive ma molto suggestionabili, che neanche provano a mettere a frutto ciò che hanno appreso, anche per capire se è stato realmente utile, che passano alla “Prossima Iscrizione”, come se ogni esperienza non bastasse mai. Perciò si appassionano di continuo a discipline, tecniche e filosofie, in una “ansia da prestazione esistenziale” che non lascia tregua e che non soddisfa. Si prendono “cotte” esoteriche per maestri orientali che abbandonano per tecniche di respirazione azteche, cui seguono corsi di neurolinguistica, il tutto accompagnato da una psicanalisi decennale ormai alla deriva e con il rischio di farsi manipolare e di cadere in mani sbagliate.

Se gli parli di problemi del quotidiano, le considerano banalità, sono sempre “sopra le righe” e vivono le relazioni in un modo funzionale alla “ricerca”: se sei banale, se non sei profondo, non sei interessante.

Anche nel divertimento si cerca di fare qualcosa che “accresca la conoscenza” e una nuova percezione di sé. E in tal modo il vero svago, che è fatto di cose inutili, d’incanti e di gioco, si fa impossibile, soprattutto quando la ricerca diventa  il  passatempo, l’hobby.

Quella tanto auspicata leggerezza dell’essere diventa una zavorra continua al libero fluire della spontaneità: tutto deve avere senso, tutto fa crescere, tutto deve essere “elevato”.

La cosa sorprendente in queste persone è che la profondità dell’esperienza non ottiene nulla rispetto allo sforzo prodotto.

Anzi si creano false idee su se stessi e l’illusione di una crescita interiore che invece non avviene. Ritrovare Se Stessi o Perdere Se Stessi?

 

Ritrovare Se Stessi
Dal Falso Modello all’Originale

Il problema centrale è che tutto ciò che fanno queste persone avviene all’interno di un modello mentale: si confonde la vera ricerca con la suggestione fascinosa, si pensa che la verità sia “là fuori”, da raggiungere con funambolismi di anima e corpo, si crede che più ci si cerca e più ci si trova, si parte per viaggi interiori pensando di poter scavalcare le proprie fragilità.

A volte, invece, tutta questa preparazione costituisce un riempitivo e un alibi per non Iniziare a Vivere Davvero.

Se pensi di avere questo problema, di suggerisco di affrontarlo subito. Puoi capire di essere incappato in questo tunnel semplicemente. Se hai incontrato Pensieri o Vie meravigliose e la tua vita non è diventata più semplice, o se non riesci mai a sdraiarti in pace dentro te stesso, sei proprio come quello che ha smarrito la via di casa senza mai esserne uscito.

Ferma il tuo finto viaggio e comincia, finalmente, a Osservare quello che accade per Davvero.

La Strada Giusta per “Ritrovare Se Stessi” è Proprio Quella Dove Sei Ora

 

1. Nella tua Vita introduci azioni e scelte che non siano solo mirate a Ritrovare Se Stessi.

Innanzitutto rimpara a giocare, appassionati alla lettura, viaggia, incontra gente, fai scampagnate. Esci dal bisogno che tutto debba servire a “conoscerti”, non essere fanatico. Gli elementi per la vera ricerca li raccogli proprio mentre non te ne accorgi. Il cervello è soffocato dall’eccesso di senso, e si logora.

 

2. Ama il Silenzio

Se t’interessi di “percorsi di conoscenza”, non puoi non sapere che essi sono reali solo quando sono Segreti e Misteriosi. Perciò non usarli mai per farti bello o per sembrare originale, altrimenti è il segno che non stai mentendo solo agli altri, ma anche a te stesso.

 

3. Sii Critico

Anche  Jung disse: <<Niente è assolutamente vero, e anche questo non è del tutto vero?>>. Non aderire mai del tutto a nessuna idea, ogni via è soltanto una via, e per legge di natura da sola non può bastare. Non crederci troppo, e neanche troppo poco.

 

Guarda Ciò Che Ti Circonda e Vivilo Pienamente, Partecipa …

 

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A Domani Con La Prossima Guida di Life Coaching! 🙂